Editoriale

La storia dei prelievi e dei trapianti nell’intervista al dott. Gianmariano Marchesi. La risonanza magnetica a misura di bambino e il delicato tema della donazione in forma anonima

Per tante ragioni, umane e professionali, ho nei confronti del dott. Gianmariano Marchesi, fino al gennaio 2018 direttore dell’Unità Operativa di Struttura complessa dell’Anestesia 3 dell’ASST Papa Giovanni di Bergamo e profondo conoscitore della medicina dei trapianti (dalla segnalazione al prelievo, al trapianto e al successivo al follow up), un sincero sentimento di stima che negli anni è diventata amicizia. Il dott. Marchesi è a mio avviso una persona speciale, competente, professionale, di assoluta eccellenza scientifica e al contempo semplice, disponibile, capace di ascolto e di attenzione verso chiunque abbia bisogno. Lo abbiamo intervistato con l’obiettivo di far raccontare ad un protagonista il cammino del trapianto che tanto ha contribuito a migliorare complessivamente la medicina. Personalmente ho avuto modo di apprezzarlo sia come medico che come rianimatore. Inoltre ho scoperto in lui grandi qualità umane negli anni vissuti insieme nel Comitato di bioetica dell’Ospedale di Bergamo, che allora era ancora il “Riuniti”. L’intervista è stata perciò l’occasione di un nuovo incontro con un grande medico e con un amico mio personale e dell’Aido, sempre pronto a sacrificare ore e giorni di impegno per diffondere la cultura della donazione, a fianco e a sostegno della nostra Associazione, da lui definita in modo stupendo, “l’unica in grado, in Italia, di scuotere le coscienze sul tema della donazione e del trapianto”. Sono innumerevoli le serate organizzate con l’Aido alle quali il dott. Marchesi ha portato la sua preziosa competenza scientifica. Ma l’intervista non è stata facile. Perché? Semplice: perché il dott. Marchesi ti avvince con un racconto che si dipana in mille rivoli. Risponde ad ogni domanda con una conoscenza a volte diretta, a volte culturale, ma rispondendo apre sempre nuovi scenari, accompagna l’intervistatore nel labirinto delle molteplici possibilità di cura aperte grazie allo sviluppo dei trapianti. Così non ci è stato possibile fare un’intervista e ne abbiamo dovute fare ben due. Diamo in questo numero un ampio resoconto della prima parte, con l’articolo di Marzia Taiocchi, brava per aver saputo fare sintesi delle ore di dialogo, senza perdere mai il filo della forza illustrativa insito nelle parole dell’amico Gianmariano. Il dott. Marchesi è stato protagonista nel mondo dei trapianti fin dall’inizio: ha lavorato con il prof. Maritano e con i suoi successori. È stato prezioso collaboratore sulla sponda

Foto di Fiorenzo Cazzaniga – Fotoclub Airuno (LC)
Silhouette della Chiesa Beata Vergine del Carmelo Località Montevecchia

medica del fondatore del Dob e (diventata Aido), cav. Giorgio Brumat, poi di Buelli, e poi mio personale, negli stupendi anni dello sviluppo dell’Associazione in Lombardia, arrivata ai livelli eccezionali del 2017 e dei primi mesi del 2018. Con piacere ricordo anche i sostegni concreti di Aido allo sviluppo dei trapianti, come, per esempio, le borse di studio per sostenere l’impegno di giovani medici che poi, quasi sempre, sono diventati pilastri della medicina trapiantologica. “Prevenzione Oggi” di questo numero di giugno è arricchita di molti altri articoli di cui raccomando la lettura e di cui sono fiero per l’alto apporto socio-culturale dei loro contenuti. Comincio con il servizio dedicato alla cura del tumore mammario, illustrata attraverso le parole del dott. Fenaroli, dell’ASST Papa Giovanni di Bergamo. L’abile penna di Clelia Epis ha fatto emergere tutti gli aspetti di questa medicina, così importante e così vicina alla sensibilità di tante donne che con la malattia si trovano a dover affrontare anche molte problematiche psicologiche, umane, lavorative e tanto altro. Sempre a cura di Clelia Epis pubblichiamo poi l’articolo sulla risonanza magnetica a “misura di bambino”. La risonanza magnetica è un esame che non ha controindicazioni, non provoca dolori né altri disagi. Allora perché pensarne uno a misura di bambino? Perché per un bambino è difficile stare fermo mezz’ora in un tubo. Così, semplice e geniale, ecco l’idea del prof. Fabio Triulzi, del Policlinico di Milano: un visore per consentire ai bambini che stanno facendo l’esame di seguire i loro cartoni preferiti, così da resistere nella fissità imposta dall’esame per tutto il tempo che serve, senza dover ricorrere ad altre forme di “sedazione”. Facile a dirsi, un po’ più articolata la soluzione e la nostra bravissima Clelia ha indagato per offrire ai lettori una panoramica dei segreti di questa modalità introdotta al Policlinico di Milano. I cultori, come me, degli scritti del dottor Bianchi troveranno in questo numero un prezioso approfondimento sul tema del “cuore matto”, quando cioè si scatenano le tachicardie parossistiche sopraventricolari. Parole forti per dire di un problema in realtà non così grave, e che comunque non va sottovalutato ma affrontato con la giusta conoscenza delle sue manifestazioni. Mi spiace non potermi soffermare su molti altri articoli importanti, come l’illustrazione della bella manifestazione denominata “Pedaliamo per la vita”, o la presentazione della nuova app per la diffusione delle informazioni già contenute nella postazione “Punto Aido-Soffio vitale” su tutti i cellulari su cui la si voglia scaricare. Purtroppo lo spazio è tiranno e allora mi soffermo sull’articolo dedicato alla “lettera al mio donatore” scritta da Maura, che nel 1999 ha ricevuto il dono del trapianto rene-pancreas al Niguarda, e che ha scritto al suo “Caro Giò”. Questa bella lettera è l’occasione per dare spazio ad una preziosa riflessione sul tema della gratuità del dono e dell’anonimato, che abbiamo raccolto grazie alla dr.ssa Elisabetta Masturzo, coordinatrice del prelievo locale di organi e tessuti all’Ospedale Niguarda di Milano. In questi tempi di riflessione e di riproposizione del dibattito sul tema dell’anonimato, spesso portato ai livelli della comunicazione di massa con grossolane semplificazioni, le parole della dr.ssa Masturzo risultano particolarmente efficaci e soprattutto convincenti.

Leonida Pozzi

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