Editoriale

Dai grandi uomini alle grandi speranze: come vedere il futuro in modo più nitido

Convinti che per offrire il miglior servizio ai lettori sia utile, a volte, cercare di accorpare le interviste e gli articoli sotto una comune tematica, abbiamo predisposto un numero che approfondisce gli aspetti legati a funzionamento e malattie del fegato e, in considerazione del particolare periodo dell’anno, due servizi sul tema delle bronchiti nella consolidata accoppiata del dott. Gaetano Bianchi, che ne illustra gli aspetti medici, e della dietista Cristina Grande, che propone come alimentarsi per prevenire o, se proprio ci si ammala, come favorire la guarigione.

Ma torniamo al fegato, organo dalle infinite funzioni, preziosissimo e delicato eppure capace di rigenerarsi (come nell’antico mito di Prometeo). Affrontiamo il tema del diabete, questa malattia sempre più diffusa nella nostra società, fatta di sedentari e di obesi.

Raccomando la lettura delle interviste, su testi di Marzia Taiocchi, con il prof. Trevisan, sul tema del diabete in termini più generali, e con il dott. Dodesini, sul tema più specifico del diabete in gravidanza, perché raccontano, con linguaggio semplice nonostante la complessità degli argomenti, il percorso di una patologia che può avere effetti devastanti sulla vita delle persone e sulle loro famiglie.

Fotografia di Flavio Torre Foto Club Airuno – Airuno (LC)

Introducendo l’articolo sulla Fondazione Italiana per la Ricerca in epatologia onlus della bravissima Clelia Epis, spieghiamo ai lettori l’attività e gli enormi meriti di questa realtà sociosanitaria che, nata nel 2009 su iniziativa dell’AISF (Associazione Italiana per lo Studio sul Fegato) che “promuove e finanzia – riprendendo le parole di Epis – la ricerca scientifica nel campo della cura e dello studio del fegato. FIRE lavora dunque a favore di una nuova cultura che vuole fare della consapevolezza la migliore arma di difesa del fegato, organo preziosissimo per la nostra salute e affascinante nella sua complessità e molteplicità funzionale. La complessità del suo funzionamento non è nota a tutti e l’esperienza dei medici indica chiaramente come gran parte della popolazione ignori la funzione di questo organo trascurandolo. Il fegato, infatti, nell’immaginario collettivo non gode della fama di una celebrità come il cuore bensì lavora duramente per noi spesso senza incassare i giusti riconoscimenti che, nella realtà, si traducono in cura e attenzione”.

Con questo numero concludiamo inoltre l’articolata inchiesta sul servizio di Emergenza Urgenza che dalla Lombardia, grazie all’intenso lavoro del dott. Alberto Zoli e della sua fortissima squadra, si sta diffondendo in gran parte dell’Italia. Abbiamo visitato una centrale operativa, toccando con mano la forza di un’organizzazione che tocca le vette della perfezione (umanamente possibile). Fa piacere pensare di poter contare, nei momenti di difficoltà, su professionisti tanto preparati. E “Prevenzione Oggi” ne dà concreta testimonianza.

Ma non è finita qui. Altri due articoli contribuiscono a dare particolare consistenza a questo numero: il Master di primo livello organizzato, in collaborazione fra Università degli Studi di Milano e Fondazione Trapianti, presentato nello scorso mese di gennaio alla Statale, presenti le massime autorità universitarie, i responsabili della Fondazione Trapianti e la Presidente Nazionale di Aido, dott.ssa Flavia Petrin, che del master sarà docente.

Vorrei avere a disposizione tanto altro spazio per poter mettere in luce l’interessantissimo articolo dedicato al progetto “Ospedale senza dolore”, coordinato dal direttore dott. Gianmariano Marchesi, direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione 3 dell’Ospedale Papa Giovanni. I lettori troveranno nelle parole del dott. Marchesi la descrizione di una esperienza che ha un focus ben preciso: l’attenzione verso gli ammalati, ai quali è giusto risparmiare inutili e spesso lunghissime e atroci sofferenze.

Un servizio sanitario nazionale, quindi, grazie a medici sensibili e professionalmente di altissimo profilo, sempre più al servizio della persona nella sua complessità personale, sociale ed etica.

Leonida Pozzi

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