Editoriale

IL PESO DELLA SOFFERENZA E LA FORZA DEL RISCATTO NELLE STORIE DI VITA CARCERARIA E DI VIOLENZA SUBITA

Me ne sono accorto rileggendo le bozze delle pagine che compongono questo nuovo numero di “Prevenzione Oggi” per preparare l’editoriale: sembra uno speciale sulla sofferenza e sul riscatto. In realtà non è stata una scelta voluta dalla Redazione ma una felice combinazione che ci permette di offrire ai lettori uno spaccato di vita sociale di particolare eppure sconosciuta rilevanza, e che racconta di come la nostra società, oggi, accolga e rielabori il dolore, la sofferenza, la devianza.

Cominciamo da quest’ultima: siamo stati nel carcere di San Vittore, accompagnati dalla dott.ssa Alessandra Magenes, giornalista che da alcuni anni offre parte del suo tempo come volontaria per migliorare la qualità di vita dei carcerati portandovi letture e proposte culturali.

Lì abbiamo incontrato alcuni giovani cui è stata tolta la libertà, il bene più prezioso nella vita, perché colpevoli di reati che ora stanno scontando. In quell’incontro ho vissuto un sentimento contrastante e forte: da una parte l’angoscia nel dover constatare che per questi giovani la situazione carceraria è diventata “stile di vita”, come se si fossero adattati ad una situazione che davvero è fra le più innaturali che si possa immaginare. Dall’altra ho comunque trovato in loro una fiamma vitale ancora accesa: la voglia di capire, di guardare il mondo travalicando le sbarre e le mura del carcere.

Fotografia di Mirko Papini Foto Club Airuno – Airuno (LC)

Marzia Taiocchi e Alessandra Magenes firmano i due articoli che raccontano molto bene questa realtà e che sicuramente saranno apprezzati da chi deciderà di dedicare un po’ di tempo ad una lettura che aiuta ad entrare in una realtà che noi tendiamo invece a cancellare dalla nostra visuale. Una realtà che è tremendamente concreta, profondamente e drammaticamente vera.

Abbiamo provato a raccontare come doloroso sia il percorso di chi, donna, subisce violenza proprio in quanto donna.

Finalmente se ne parla e se ne parla in modo chiaro, non ambiguo come fino a qualche anno fa, quando ogni denuncia di violenza sulle donne portava con sé un carico culturale di rassegnazione o addirittura di indifferenza verso situazioni che in una società civile non dovrebbero esistere. La nostra brava Clelia Epis, chiamata ad indagare questi drammi, ha intervistato la direttrice sanitaria del Policlinico di Milano, la dott.ssa Laura Chiappa: ne risulta un quadro che fa sperare. Il dramma della violenza purtroppo popola ancora oggi la vita di molte donne, ma almeno è sempre più diffuso il rifiuto sociale di questa violenza e, soprattutto, è sempre più capillare l’azione solidale nei confronti delle donne stesse, che non possono essere lasciate sole.

Come ormai tradizione, molti altri sono gli articoli interessanti, offerti ai lettori. Comincio dall’abbinata Bianchi-Grande, sui temi delle dolorose infezioni delle vie urinarie e sui preziosi consigli per la prevenzione della cistite attraverso metodi alternativi basati soprattutto sulla corretta alimentazione.

Sicuramente susciterà interesse e simpatia l’iniziativa della Ca’ Granda di Milano, dove è nato il “Latte Ca’ Granda”: storia e marketing a favore della ricerca. Queste in sintesi le componenti dell’iniziativa della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, con la quale – scrive ancora Clelia Epis – si valorizza lo straordinario patrimonio rurale accumulato nei secoli e gestito dalla Fondazione Sviluppo Ca’ Granda. Il latte è disponibile presso i punti vendita lombardi di Esselunga grazie ad un accordo in esclusiva: un latte biologico, munto e lavorato a pochi km da Milano, capace di giungere dalla cascina allo scaffale in sole 40 ore. La scelta di acquistare questo latte – ecco la genialità dell’idea – permette di devolvere fondi alla ricerca del Policlinico.

Molto c’è ancora da illustrare, e mi riferisco all’intervista al maratoneta Davide Pruneri, trapiantato e testimonial di Aido in giro per il mondo. Uno che davvero non si ferma mai e che essendo tornato alla vita piena grazie al trapianto è ora impegnato, correndo come un matto, a diffondere la cultura della donazione così da “restituire” in parte il bene ricevuto.

Un accenno particolare e affettuoso (essendo parte in causa) lo riservo all’avvio dell’esperienza di Prevenzione Oggi online. Dopo tanti anni di successi e di cultura sociosanitaria di qualità, in formato cartaceo, il nostro giornale sbarca sul web. Sono sicuro che sarà accolto con lo stesso entusiasmo della rivista stampata, e mi auguro che questo ulteriore sforzo serva a stabilire relazioni (non solo contatti) con molte persone che ancora non ci conoscono. Sono peraltro certo che fra i nuovi utenti ci saranno molti giovani, notoriamente più a loro agio nella comunicazione affidata all’impalpabile etere.

Leonida Pozzi

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