La fonte dell’eterna giovinezza

L’eterntà è il sogno dell’uomo e da secoli la scienza si spende nella ricerca di nuove medicine, tecniche, strumenti e metodi che possano, se non far vivere per sempre, almeno far vivere il più a lungo possibile e in buona salute. Ricerche, condotte in diverse aree geografiche, studiano le popolazioni più longeve per carpirne i segreti. Cosa avranno mai in comune questi popoli?

In giro per il mondo a caccia di centenari
Nel mondo esistono diverse zone in cui gli abitanti vivono sorprendentemente più a lungo e più in salute che in altre parti del pianeta.
Ad Okinawa, in Giappone c’è un antico detto: “A 70 anni sei un bambino, a 80 un adolescente, e a 90, se gli antenati ti invitano a raggiungerli in paradiso, chiedi loro di aspettarti fino ai 100: a quell’età ti porrai nuovamente il problema.»
Okinawa è uno dei posti in cui la gente vive di più ma non è l’unico. Nel mondo esistono diverse aree di longevità. Anche in Italia ci sono luoghi in cui gli abitanti godono di una lunga aspettativa di vita: sono in Sardegna, a Ovodda in provincia di Nuoro e in Sicilia, sui Monti Sicani.

È tutta una questione di genetica?
Certo che avere una buona salute e vivere molto è anche una questione di genetica, ma una buona parte dei fattori genetici possono essere modificati da quello che mangiamo. E’ proprio vero che siamo fatti di quello che mangiamo: gli alimenti contengono le stesse sostanze che compongono l’organismo e il consumo di alcuni cibi, rispetto ad altri, può avere grande influenza sulla nostra salute, tanto che si ipotizza che i nutrienti e i componenti dei cibi possano, addirittura, influenzare il dna delle cellule umane e favorire o inibire lo sviluppo di vari tipi di malattie degenerative e anche alcuni tipi di tumore. Un basso apporto di proteine animali, per esempio, puo’ modificare una serie di processi dell’organismo e modificare il patrimonio genetico in modo da favorire la longevità.

L’importanza di una dieta sana
Ad Okinawa, gli ultracentenari che vi abitano sono meno colpiti dalle malattie degenerative che più affliggono gli altri paesi come le malattie cardiache e cerebro vascolari, l’obesità, i tumori ormone-dipendenti e i tumori al colon. Il segreto della longevità di Okinawa sta nello stile di vita e in una dieta a base di alimenti salutari e poco calorici come cereali, soia, pesce, verdura, frutta, tè, spezie ed erbe aromatiche. La dieta di Okinawa ha molto in comune con altri modelli alimentari sani, tra cui la tradizionale dieta mediterranea e la dieta DASH ( un modello di dieta simile a quella mediterranea ma con meno sodio, usata per combattere la pressione alta). In generale, le caratteristiche importanti comuni di queste diete sono: elevato apporto di verdura, frutta e carboidrati non raffinati, assunzione moderata di proteine, fornite soprattutto da legumi, pesce e carni magre come fonti, e un contenuto di grassi sani (più elevato in grassi insaturi come quelli del pesce e dell’olio di oliva, rispetto ai grassi saturi come quelli di burro, panna e strutto). La dieta mediterranea contribuisce sicuramente a una migliore salute e a una migliore qualità della vita. Una dieta bassa di proteine e ricca di frutta e verdura, come quella mediterranea, influisce positivamente sulla salute, riducendo l’infiammazione, ottimizzando il colesterolo e altri importanti fattori di rischio di malattie legati all’età.

Le regole che aiutano a vivere a lungo
1. NON FUMARE
Il fumo è ben noto per essere la principale causa evitabile di morte e malattie croniche in Europa.2. FARE ATTIVITA’ FISICA
Sia durante il lavoro che durante il tempo libero, come camminare, fare giardinaggio, nuoto e danza.

3. MANTENERE IL GIUSTO PESO
Perché evitare di essere sottopeso o obesi e svolge un ruolo importante nel vivere una vita più lunga.

4. SEGUIRE UNA DIETA RICCA DI VERDURA E FRUTTA
Perché aiuta a proteggere l’organismo dall’invecchiamento

5. MANTENERE VIVI GLI INTERESSI CULTURALI
Perchè avere interessi e/o una vita sociale si associa a una più lunga aspettativa di vita.

Per rimanere giovani
Frutta, verdura, pesce e legumi sono elementi importanti che, nelle giuste quantità, permettono non solo di mantenere un buono stato di salute ma anche di conservare un aspetto giovane. L’invecchiamento della pelle, la perdita di tono e la comparsa di rughe possono essere contrastati da un programma alimentare contro l’infiammazione cellulare e da un’attivita’ fisica regolare. Frutta, the verde e verdure contengono numerose sostanze antiossidanti che sono in grado di fermare l’infiammazione, causa del danno cellulare, che sta alla base dei processi di invecchiamento. Alcuni vegetali come ribes, peperoni, kiwi, agrumi, pomodori, rucola, lattuga, spinaci e radicchio verde hanno anche un’alta percentuale di vitamina C che, oltre a contrastare le ossidazioni, aiuta a combattere l’invecchiamento e la perdita di elasticità della pelle, perché favorisce la formazione del collagene e protegge dalla fragilità capillare. Gli alimenti proteici come il pesce e i legumi, permettono di soddisfare il fabbisogno di proteine che contribuiscono al tono muscolare e all’elasticità della pelle. I legumi e, in particolare, la soia, pur essendo alimenti vegetali, sono molto ricchi di proteine e possono sostituire la carne o il pesce . Gli acidi grassi della serie omega 3, presenti in alta percentuale nel salmone e nelle noci, aiutano a combattere gli stati d’infiammazione, responsabile dell’invecchiamento della pelle e di numerose malattie.

Poche calorie e molti vegetali
Sono ormai più di cinquanta anni che si parla di dieta mediterranea e degli effetti benefici degli alimenti che la caratterizzano. Ancora oggi numerosi studi, in tutto il mondo, confermano il rapporto esistente tra salute del cuore e consumo di cereali integrali, frutta, verdura, pesce, olio di oliva e piccole quantità di vino. Nuovi studi sembrano confermare anche il fatto che il consumo abituale dei cibi, tipici della dieta mediterranea, allontani anche il rischio di Alzheimer. Una recente ricerca, condotta per 7 anni su 25 volontari sani, ha evidenziato che una dieta moderatamente ipocalorica, con alimenti ricchi di fibre, vitamine e sali minerali, confrontata con una dieta da 2500 kcalorie, a base di cibi raffinati, rallenta il fisiologico invecchiamento del tessuto cardiaco che resta più giovane di 10 – 15 anni.

Mangiare meno
Il fabbisogno energetico di ogni individuo dipende da vari fattori, tra cui l’età. Bambini e ragazzi consumano più energia per kg di peso corporeo, rispetto agli adulti, mentre gli anziani ne consumano meno. Andando avanti con gli anni, si riduce il consumo energetico per la perdita di massa muscolare che è quella che ha bisogno di più calorie.
A quaranta anni non ci si può più permettere di mangiare come si mangiava a venti, a meno che non si abbia un’attività fisica più intensa di quella che si aveva da giovani.
Per evitare l’aumento di peso con gli anni, è necessario avere uno stile di vita attivo e seguire un’alimentazione corretta, ricca di fibre, che rallentano l’assorbimento di zuccheri e grassi e aumentano il senso di sazietà e con pochi grassi, che sono i nutrienti che forniscono più energia.

Combattere la malnutrizione dell’anziano
I fattori che predicono la mortalità nei pazienti molto anziani, sono diversi da quelli che interessano le persone di mezza età o quelle più giovani. Infatti, nell’età molto avanzata, la sopravvivenza dipende dallo stato funzionale e nutrizionale più che dai fattori di rischio per le malattie croniche degenerative come succede per le persone più giovani. Il rischio di malnutrizione aumenta durante l’invecchiamento a causa dei cambiamenti fisiologici che si verificano nella composizione corporea a causa dei problemi di salute e di quelli sociali che affliggono le persone molto anziane.
La malnutrizione ha importanti conseguenze cliniche e funzionali, ed è stata anche associata a un peggioramento delle condizioni di salute dell’anziano e ad un aumento della mortalità. Un recentissimo studio italiano, pubblicato su una rivista di gerontologia, ha analizzato le misure del braccio di un campione di centenari della provincia di Mantova, per valutarne l’Indice di Massa Corporea (un indice che permette di stabilire se una persona è normopeso, sottopeso, sovrappeso o obesa) e la massa muscolare. Lo studio ha concluso che gli anziani sottopeso avevano un rischio di morte, aumentato di 3 volte e mezzo, rispetto agli anziani non sottopeso.

Lo stile di vita
La maggior parte delle persone anziane e in buona salute riferisce di avere attività fisiche quotidiane, sane abitudini alimentari, non fumare, e ha frequenti occasioni di socializzazione. Questo significa che modificare lo stile di vita aumentando l’attività fisica, modificando la dieta, e smettendo di fumare, potrebbero rappresentare il “segreto della lunga vita”.

Cristina Grande

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